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Dirigenti scolastici: vincitori “ope legis” di un concorso annullato

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Ultimo aggiornamento (martedì 30 novembre 1999 00:00) Scritto da Gennaro Capodanno venerdì 30 ottobre 2009 23:11

Le annose e travagliate  vicende dell’ultimo corso-concorso per dirigenti scolastici si erano di recente soffermate sui risvolti che avevano assunto in Sicilia, una regione nella quale, in più occasioni, erano state messe in evidenza una serie di anomalie che, partendo dalla nomina e dalla composizione della commissione esaminatrice, avevano poi portato a contestare, dati alla mano, le modalità con le quali si era proceduto alla correzione degli elaborati scritti, che, in alcuni casi, avevano prodotto risultati eclatanti, attribuendo punteggi elevati a temi che contenevano errori ortografici, e con correzioni effettuate anche alla velocità di otto facciate in 120 secondi, in pratica 15 secondi a facciata.

Nel merito il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la regione siciliana, chiamato a decidere, aveva accolto i ricorsi  presentati, emettendo al riguardo due sentenze, notate ai numeri 477/09 e 478/09. A questo punto non rimaneva che una ed una sola soluzione per dare seguito alle suddette sentenze: annullare integralmente la procedura concorsuale, con tutti gli effetti derivati, compresa la revoca delle nomine effettuate. Ed invece è arrivata l’ennesima ciambella di salvataggio lanciata con un emendamento, approvato nella seduta n. 236 di mercoledì 21 ottobre 2009 dalla Camera dei deputati, nel corso della discussione sulla conversione in legge del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 134, più noto come decreto salva precari, ed ora anche salva dirigenti.

Tale emendamento consente in pratica  a quei candidati che avevano superato il concorso con le modalità contestate, riconosciute in sentenza, di non subire alcuna conseguenza, visto che si afferma che l’annullamento delle procedure concorsuali non comporta effetti giuridici nei confronti di coloro che sono stati assunti, i quali, dunque, resteranno al loro posto nonostante che il concorso sia stato di fatto azzerato.  Ripercorrendo la lunga storia di questo concorso, bandito cinque anni fa, viene proprio da pensare che l'Italia sia diventata la patria del rovescio, dopo essere stata in passato la culla del diritto, dal momento che, con diversi salvagente, lanciati al momento opportuno, si sono anche inventati i vincitori “ope legis” di un concorso annullato con sentenza passata in giudicato.

Gennaro Capodanno - Napoli

 

Agli studenti delle classi prime

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Ultimo aggiornamento (sabato 19 settembre 2009 07:26) Scritto da Anonimo sabato 19 settembre 2009 07:14

 

Benvenuti. Buon Anno e Buon Quinquennio. Perché noi ci auguriamo di vedervi né meno né più di un quinquennio.

Se ci lascerete prima, saremo dispiaciuti e se … deciderete di stare con noi per più di un quinquennio, faremo di tutto affinché il quinquennio non si avvicini al decennio, perché, lo sappiamo, stare a scuola è bello, ma arriva il momento nel quale bisogna diventare adulti.

Ci auguriamo di insegnarvi tante cose, di sviluppare la vostra curiosità, di vedere nei vostri occhi quella “sacra luce” che significa passione, desiderio di conoscere, di approfondire. Perché questo succeda, noi dobbiamo motivare voi, ma anche voi dovete motivare noi. Il processo di insegnamento-apprendimento è qualcosa di più complesso di una persona – il docente – che riempie degli spazi – le vostre teste-. Si impara se si interagisce, se si fanno domande, se si chiede di più, se si stimola l’altro, se si è attivi. Qualcuno potrebbe chiedere: “E lo studio?” Naturalmente, si impara se si studia. Se non studiate con attenzione, con costanza (con la “c” minuscola, cosa avete capito?), sarà difficile assimilare i contenuti, anche quelli che avrete compreso bene dopo la spiegazione in classe. E fare i compiti non è un dovere da assolvere per fare contenti i genitori o fare buona impressione sui professori, ma è un momento importante di autoverifica: facendo gli esercizi, capite se un argomento vi è chiaro oppure no, se lo dovete approfondire, se dovete chiedere ulteriori spiegazioni o chiarimenti all’insegnante. E non copiate i compiti all’ultimo momento prima della lezione. Non serve a niente. Basta poco all’insegnante per capire se un esercizio lo avete fatto voi oppure no.

Ci auguriamo di insegnarvi ad essere persone corrette e responsabili, rispettose nei confronti degli altri, anche di coloro che sono diversi da voi. Perché tutti siamo uguali e diversi e possiamo dare e ricevere in ugual misura. Anche i professori con cui avrete a che fare sono diversi tra loro: c’è chi è giovane, chi è meno giovane; chi ha un aspetto austero e chi sembra più alla mano; chi si veste “da professore” e chi indossa abiti casual; chi crede in una religione, chi in un’altra o chi non crede in nessuna; chi ama la musica classica e chi il rock. E siamo, a volte, anche diversi nei metodi di insegnamento. E non crediate che questo sia uno svantaggio per voi, anzi.

Ci auguriamo di insegnarvi gradualmente – e questa è un’ impresa ardua per i tempi che viviamo - il valore della cultura. Alla vostra età, la felicità è un telefonino o un lettore mp3 o un capo d’abbigliamento alla moda o uno scooter. Non potete immaginare che felicità può dare il sapere, il conoscere, la storia, la letteratura, un libro, l’arte. E, in particolare, che gioia può esserci nel trasmettere conoscenze agli altri, soprattutto a chi è più piccolo di noi. Molti, tra i vostri nonni e bisnonni, e forse, anche, tra i vostri genitori, avrebbero voluto avere l’opportunità che voi oggi avete. Molti di loro hanno avvertito e avvertono la mancanza di una formazione culturale. Qualcuno di noi ha visto anziani analfabeti commuoversi dopo aver ascoltato una poesia o anziani braccianti costretti a letto, dopo una vita di stenti, che si facevano leggere romanzi da qualche giovane nipote. Pensate a loro. E non deludeteli.

Di nuovo, Buon Anno!

Uno dei vostri insegnanti

 

 

Scuole del nord senza presidi per le rinunce dei “sudisti”

A commento degli articoli comparsi in questi giorni sugli organi d’informazione sugli aspiranti presidi provenienti dal sud che hanno rinunciato ai posti a loro assegnati al nord, mi siano consentite alcune considerazioni.

Capita sempre più spesso di avvertire il desiderio di abbandonare questo Paese dove i meriti, le qualità, il sacrificio, l’impegno, l’amore per il proprio lavoro vengono frustrati continuamente dai soliti meccanismi messi in atto dai “furbetti del quartierino” di turno, che alla fine premiano solo l’arroganza, la meschinità e, quel che peggio, la mediocrità e l’inettitudine.

Quel che ho letto in questi anni e che si continua a scrivere sull’ormai famigerato corso-concorso per dirigenti scolastici è da voltastomaco. Dapprima pensavo che la questione fosse circoscritta alla sola Campania, dove il numero dei dirigenti scolastici inclusi nelle graduatorie di merito si è più che triplicato passando da 191, pari al numero di posti messi a concorso, a 625, poi mi sono reso conto che le anomalie riguardavano anche buona parte delle regioni dell’Italia meridionale ed insulare.

Ma come si è sviluppato il disegno del “grande vecchio” - perché una regia pur deve esserci stata! - che ha architettato un concorso di tal fatta, nato per 1.500 dirigenti scolastici e che  ha visto moltiplicare i posti  per strada, promuovendo anche tutti i cosiddetti “riservisti”, partecipanti cioè che non dovevano neppure essere ammessi alle prove, non avendo superato la preliminare fase di selezione per titoli, prevista dall’art. 10 del relativo bando, ma che a seguito di un provvedimento di sospensiva del TAR, erano stati alla fine aggiunti nelle graduatorie di merito.

E il numero non è cresciuto oltre solo perché nelle regioni settentrionali e centrali del paese sono stati per lo più rispettati i numeri dei posti messi a concorso nel bando originario, dal momento che i provvedimenti di sospensiva hanno riguardano principalmente i partecipanti delle regioni dell’Italia meridionale ed insulare.

Si è certamente approfittato, ancora una volta, del fatto che in questo paese la classe docente, soffocata da bocconi amari da ingoiare quotidianamente, con gli stipendi più bassi d’Europa, misconosciuta e vilipesa, avrebbe tollerato quest’ulteriore insulto senza reagire, come peraltro già accaduto in passato.

Ed i “politici”, i parlamentari, quelli vecchi, ma anche quelli nuovi che si sono succeduti in questi ultimi anni, cosa hanno fatto per rimediare alla beffa oltre che al danno?

E la Magistratura, che pure ha avuto tante sollecitazioni, con esposti e denunce da varie parti d’Italia, a quali risultati è pervenuta? L’ultimo atto, in questi giorni: la rinuncia dei dirigenti scolastici provenienti dal sud nell’attesa, si presume, che si liberino i posti “sotto casa”, assestando un duro colpo alle scuole del nord, centocinquanta delle quali hanno iniziato il corrente anno scolastico senza il capo d’istituto titolare.
 

Gennaro Capodanno – Napoli

   

Il Premio "Ernesto Alvino" a Rep. Salentina per l'attività di comunicazione

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Ultimo aggiornamento (venerdì 04 settembre 2009 16:35) Scritto da ITC "Costa" - lecce venerdì 04 settembre 2009 16:22

 
Nell'ambito della "Settimana della cultura salentina ed euromediterranea", il prestigioso premio de "il Sallentino" va ai ragazzi dell'Istituto Costa di Lecce

 
Studenti dell'ITC Costa
 

Il Premio “Ernesto Alvino” viene conferito ogni anno a coloro che si distinguono nell’impegno di valorizzazione e promozione della terra salentina nei vari aspetti della sua cultura. E' un premio che è inserito nel contesto de "Il Sallentino - Settimana della cultura salentina ed euromediterranea" (www.ilsallentino.it) e che affianca i prestigiosi "Riconoscimenti d’Onore", "Riconoscimenti Particolari", Premio “Terra d’Otranto” e Premio “Gino Rizzo”.

 

Quest'anno la Commissione d'Onore, costituita da Amedeo Calogiuri (giornalista, direttore del gruppo "Radio Queen Media Leader Comunications), Mario De Marco (storico, scrittore, critico d'arte e letterario), Lucio Galante (direttore del Dipartimento dei Beni, delle Art e della Storia dell'Università del Salento), Gennaro Maietta (comitato scientifico della rivista "European Journal of Allergy and Immunology"), Livio Ruggiero (docente universitario di Fisica dell'Atmosfera), Domenico Maurizio Toraldo (specialista pneumologo), Donato Valli (docente universitario di Storia della Letteratura Italiana Moderna e Contemporanea, già Rettore dell'ateneo leccese) e Egidio Zacheo (docente universitario di Politica Comparata e Storia delle Istituzioni Politiche) insieme alla Commissione di Garanzia, presieduta da Domenico Laforgia (Magnifico Rettore dell'Università del Salento) ha attribuito il Premio "Ernesto Alvino" ai ragazzi di Repubblica Salentina dell'Istituto Costa di Lecce. Nell'edizione del 2008 il prestigioso premio fu conferito a Marilù Lucrezio (giornalista Rai) mentre nel 2007 fu assegnato a Raffaele Nigro (giornalista Rai).

La consegna del Premio avverrà nella serata conclusiva della Settimana della Cultura, domenica 6 settembre presso l'ex Convento dei Teatini a Lecce.

 

 

Studenti dell'ITC Costa

 

La motivazione del premio riguarda l'intensa e capillare attività di comunicazione svolta negli ultimi anni dagli studenti della scuola leccese per promuovere il territorio salentino attraverso le leve della cultura, dell'arte, delle tradizioni e delle tante ricchezze naturali. Infatti, oltre alla comunicazione "normale" realizzata attraverso il sito italiano di Repubblica Salentina (www.repubblicasalentina.it) e quello in lingua inglese di Discover Salento (www.discoversalento.org),  oltre all'attività di mailing diretta a tutti i salentini, sia ai residenti che a tutti i conterranei che vivono fuori per studio o per lavoro, e oltre alla comunicazione effettuata con la stampa di pubblicazioni e calendari originali, i ragazzi del Costa si distinguono per essere l'unica entità che effettua una costante, capillare e periodica attività di comunicazione oltre i confini del territorio e diretta a non salentini.

 

Ad essere precisi, Repubblica Salentina effettua le seguenti azioni:

  • invia ogni mese una newsletter diretta a 192.000 destinatari in Italia con l'invito esplicito a visitare il Salento attraverso la promozione, la conoscenza e la partecipazione ai piccoli e grandi eventi che hanno luogo sul territorio;
  • invia mensilmente una newsletter in lingua inglese ad oltre 86.000 destinatari all'estero (Gran Bretagna, Germania, USA, Canada, Russia, etc.) con la descrizione delle bellezze naturali ed artistiche del territorio e con l'esplicito invito a visitarlo;
  • invia ogni mese una newsletter denominata "Comunic@zione Salentina" ad oltre 45.000 indirizzi di enti ed istituzioni in Italia (ministeri, regioni, province, comuni, camere di commercio, confindustria, etc.) con la comunicazione di traguardi e successi registrati nel Salento dalle aziende, dalle amministrazioni e dalle singole persone;
  • invia all'occorrenza (in media tre al mese) comunicati stampa ad oltre 32.000 indirizzi di giornalisti, tv, radio, webzine e media in generale relativi a fatti ed eventi di rilievo nazionale che hanno luogo sul territorio salentino.
Ed è per questo motivo che, se negli ultimi anni si è registrato un sensibilissimo incremento del turismo e dell'interesse per il Salento, probabilmente una fetta di paternità andrebbe attribuita ai ragazzi di Repubblica Salentina che svolgono un ruolo concreto nella promozione del Salento e nella diffusione della sua conoscenza, affiancando alla grande (se non addiritttura superando) le attività svolte dalle Province (Lecce, Brindisi e Taranto), dalle APT (Aziende di promozione turistica) e dai singoli comuni.
 
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La Settimana della Cultura Salentina ed Euromediterranea (www.ilsallentino.it) è una rassegna di valorizzazione e promozione dell'identità culturale, delle realtà socio-culturali, artistiche, economiche e produttive del Salento, nel corso della quale vengono consegnati i prestigiosi Riconoscimenti d'Onore e Particolari de il Sallentino, i collaterali Premio "TERRA D'OTRANTO", Premio di giornalismo "ERNESTO ALVINO", Premio "GINO RIZZO". Coniuga la cultura, le arti e lo spettacolo al turismo, alla salvaguardia e alla valorizzazione dei beni culturali, artistici, monumentali, archeologici, architettonici, ambientali, delle matrici della cultura, della storia, della memoria, delle testimonianze civili, delle tradizioni popolari, delle attività produttive del territorio e dona prestigio a quanti hanno rappresentato un valore aggiunto per la Terra salentina, avendo concretamente contribuito al suo sviluppo e proposto la sua Cultura all'attenzione nazionale ed internazionale.
Nei settori di attività interessati, l'evento impegna gli operatori delle realtà socio-culturali, artistiche, economiche e produttive del territorio insieme ai tantissimi ospiti delle diverse discipline della cultura, delle arti e dello spettacolo che, quotidianamente per sette giorni, propongono argomentazioni e rappresentazioni sempre di grande interesse e di altissimo gradimento.
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Concorso per Dirigenti scolastici: Voci di una nuova infornata  

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Scritto da Gennaro Capodanno lunedì 22 giugno 2009 08:55

 Le due recenti sentenze del Consiglio di Giustizia amministrativa della Regione siciliana, su ricorso promosso da due distinti partecipanti al corso-concorso per il reclutamento di 1.500 dirigenti scolastici su base nazionale, bandito con D.D.G 24.11.2004, sentenze che hanno di fatto sancito l’annullamento della procedura concorsuale regionale per l’assunzione di 200 dirigenti scolastici in Sicilia, rischiano di produrre effetti inaspettati.

Terminate infatti le elezioni europee ed amministrative, si parla sempre con maggiore insistenza di una possibile soluzione che invece di dare attuazione alla decisione del Tribunale di giustizia amministrativa della regione siciliana, andrebbe a sanare la posizione di tutti coloro che, avendo partecipato al suddetto concorso, anche nelle altre regioni italiane, si trovano nelle condizione di avere un ricorso amministrativo, per lo più motivato  dalle stesse ragioni addotte dai colleghi della Sicilia, deciso, come nei due casi in premessa, o ancora pendente presso il Consiglio di Stato o presso il Consiglio di Giustizia amministrativa. In pratica, mutatis mutandis,  ci si potrebbe trovare nella stessa condizione che portò alla presentazione dell’emendamento 18.1650, che modificò il comma 619 della legge finanziaria 2007, con il quale si consentì l’assunzione, oltre che dei vincitori pleno jure anche dei cosiddetti “riservisti”, vale a dire di coloro che avevano partecipato alle prove concorsuali propedeutiche alla fase di formazione, superandole, senza possedere però, i requisiti previsti nella fase preselettiva, ammessi, cioè, con riserva sulla base di un provvedimento cautelare in sede giurisdizionale o amministrativa.

Negli anni 2007 e 2008 per poter consentire a tutti i partecipanti che avevano superato le prove selettive, risultando inseriti nelle graduatorie di merito, pleno jure e riservisti, di essere assunti, anche attraverso i meccanismi dell’intersettorialità e dell’interregionalità, introdotti con la Legge n. 31/2008,  si dovette procedere con due distinti decreti, richiedendo l’autorizzazione al MEF, per ulteriori assunzioni di dirigenti scolastici, rispettivamente per 699 posti nel 2007 e per 794 nel 2008, arrivando dunque ad un totale, per il solo concorso ordinario - quindi senza considerare gli ulteriori 1.612 posti del concorso riservato a coloro che avevano ricoperto la funzione di preside incaricato almeno per un anno -  di circa 3.000 assunzioni al posto dei 1.500 posti originariamente previsti. Rimane, allo stato, ancora una quota complessiva di partecipanti ai due concorsi ancora inseriti nelle graduatorie di merito e non ancora assunti, stimata in 660 idonei in attesa di nomina, per assumere 558 dei quali il 13 maggio scorso il Ministero avrebbe inviato una prima richiesta di autorizzazione al MEF.

Ma adesso, dopo le due sentenze citate, la soluzione prospettata, della quale già si vociferava in piena campagna elettorale, consentirebbe anche a chi non avrebbe superato le prove selettive, a partire da quelle scritte, di essere assunto come dirigente scolastico. Si avrebbe così una nuova infornata di alcune centinaia di partecipanti che hanno ancora ricorsi pendenti dinanzi ai tribunali della giustizia amministrativa.  Se tutto ciò corrispondesse al vero – ma ci auguriamo che il Ministero competente voglia prontamente smentire le notizie che stanno circolando al riguardo - , il concorso ordinario per dirigenti scolastici verrebbe totalmente snaturato, non solo per il notevole numero di posti in più assegnati, sottratti ovviamente ad un successivo concorso del quale oramai non si parla neppure più,  ma anche perché una parte dei dirigenti assunti, non solo non sarebbe stata, all’atto della partecipazione, in possesso dei requisiti utili a superare la fase preselettiva ma addirittura non avrebbe poi superato nemmeno una delle prove selettive previste nel bando, venendo, presumibilmente, ammessa direttamente al corso di formazione.

Gennaro Capodanno - Napoli


   

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