 | Scritti: Lettera aperta, di Gennaro Capodanno |
Poche educative per i giovani le immagini dei tifosi del Napoli
Definirlo teppismo è un eufemismo intollerabile. Ci troviamo di fronte ad episodi di vera e propria delinquenza. Che altro si può dire, guardando le prime scene in TV, davvero poco educative per i giovani, della trasferta da Napoli a Roma di un migliaio di tifosi, al seguito della squadra di calcio.
Carrozze del treno vandalizzate, quasi distrutte – prima stima dei danni 500mila euro -, 250 persone che viaggiavano dirette a Torino costrette ad abbandonare i vagoni per far posto a questi personaggi, molti dei quali senza biglietto. A seguire, episodi alla stazione di Roma che hanno lasciato sbigottiti i viaggiatori in transito, turisti per lo più, che hanno immortalato con le loro macchine fotografiche e le loro videocamere scene da guerriglia, e allo stadio, infine, c’è scappato anche il ferito.
Abbiamo con dignità sofferto quando le immagini del capoluogo partenopeo con le montagne di spazzatura fino al terzo piano degli edifici facevano il giro del mondo. Oggi, guardando queste scene, invece, mi sono vergognato di essere napoletano e ho capito che oramai questa città è morta e che, di fronte alla gravità della situazione, nessuno può fare più nulla per salvarla.
Alle persone oneste e laboriose, ai giovani in cerca di un futuro, a chi ha amato la vecchia capitale del mezzogiorno d’Italia, oggi agonizzante – “ Napoli addio “ titolava qualche anno addietro un noto settimanale - resta una sola cosa da fare, dare pratica attuazione all’amara esortazione del grande Eduardo: “Fujtevenne!”.
Gennaro Capodanno
Presidente Comitato Valori collinari - Napoli
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